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martedì 14 giugno 2016

ALBA PALLIDA









Alba pallida,
orizzonte sbiadito.
Lunga è stata la notte.
Oggi il sole
spande una flebile voce
metafora di solitudine.
I primi raggi
penetrano la nebbia notturna.
Volti pallidi 
in umida sabbia,
tra vecchi tronchi rinsecchiti.
Passi perduti
d'improbabili viaggiatori
ricercano con affanno
la loro identità.
Larve di umana fattezza
fra molluschi spiaggiati.
Un uomo solo
riprende il viaggio
mentre la marea sale
il suo silenzio
trova conforto nel pensiero.

LA VITA.....








La vita distrutta
ci viene restituita
attraverso il suono
lontano, delicato
e infinito di una conchiglia
qualcosa di assai differente
dalla vita stessa
che non l'imita,
non la riproduce
ma la trasforma,
la ricrea.

TRA UN PERIODO E L'ALTRO








Tra un periodo e l'altro
in cui ci ritroviamo
a scavare nella tenebra
dobbiamo sunque
tentare sempre
di trasformare le nostre lacrime
in conoscenza.
Un po' come riconoscere
un rosaio fra l'ortica.
Evitando di guardarla,
come si evita 
di guardare il sole.
Ma vederlo
come lo si vede
senza guardarlo.

SU UN PAESAGGIO....








Su un paesaggio
dolce e sottile
incombe un silenzio amico.
Tutto è sospeso
ma sotto la coltre nebbiosa
la vita è in movimento
e anticipa le attese
dell'estate.
Un magico torpore
invade le creature.
E' in queste immagini stupende
che si comprende la potenza dell'infinito.

SONNO E VEGLIA







Sonno e veglia

Piano la notte
s'avvicina.
Un'onda gelida
inghiotte
l'immagine perfetta dell'uomo.
Il corpo s'abbatte
su neri scogli.
Una voce roca
urla il suo dolore
nelle tenebre.
Piano si spengono
i passi della giovinezza.
L'anima sospira nel sonno.
Il vento trasforma i sogni
in attimi reali,
e spira impetuoso
tra piante spezzate.
Bosco antico
abitato da ombre spaesate
Gettata è la maschera,
frantumata la effimera corazza.
Il corpo è nudo come quello di un bimbo.

sabato 21 maggio 2016

VENTO





Piano la bianca notte
s'avvicina.
Lungo stormire a sera.
Infanzia, piano si spengono
i suoi passi verso la siepe.
Profonda l'anima
leva sospiri nel sonno.
Il vento trasforma
in sogni
dolore e pena.
Spira furioso
tra piante spezzate
come un lutto muto.
Bosco solitario
ripieno di lacrime
e angeli infuocati.
Gettata è
la maschera e corazza
il corpo è un nudo bimbo.


LA SABBIA SCORRE INVANO








La sabbia scorre invano
nella bassa marea del tempo.
Preso nella rete della tua bellezza
una catena m'imprigionò
nella nudità del tuo corpo.
Guardai il cielo della notte,
rividi la luce dei tuoi occhi.
Mi apparve una rosa
e volai alla tua guancia.
Ma ogni fiore mi era precluso.
Il mio orecchio innamorato
sentiva il tuo canto.
Ora il tuo ricordo 
ha eclissato ogni cosa,
ora il dolore non risuona più,
ma ogni nuovo piacere
mi porta al tuo volto.

venerdì 4 marzo 2016

SEZIONE POESIA 6°clasificato Gianni Gualmini Porte chiuse






SEZIONE POESIA


6°clasificato Gianni Gualmini

Porte chiuse 

Scorrere lento di ore 
intrise di versi e di sogni 
Porte chiuse in corridoi deserti 
Monotono infrangersi d'onde sul molo 
Sciaborda in agitato mare 
una debilitante inquietudine 
I miei versi rotolano 
di dolore in dolore 
come foglie spazzate dal vento 
Non mi turba la morte 
ma il diventare nebbia 
che si attarda 
nelle fessure del giorno 
e perdere i pensieri 
i versi i sogni i ricordi 
Sono una cosa tra cose 
in un labirinto di silenzi 
Oltre i confini dei miei occhi 
l'orizzonte tace. 

Gianni Gualmini (Imola Bologna)