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giovedì 16 giugno 2016

HO BEVUTO










Ho bevuto alla fonte,
ho percorso impervi sentieri,
gustato tramonti.
Ho invocato
il silenzio della rugiada
che scende impercettibile
a umidire ogni cosa.

Si libra un triste canto.
M'inebria questa tristezza,
appaiono miraggi di colori,
sempre rincorsi,
mai raggiunti.
La notte è poetica
e il dèmone si riposa:
respiro!
L'anima s'avvolge di freddo
e ritornerò semplice.
False chimere
mi hanno finalmente abbandonato

IL LETTO









Sul letto già disfatto

ti rovescio, dove il
corpo tuo si distende.
Non sento angeli ma
melodie sublimi.
Del tuo corpo conosco
tutte le strade; amo i
tuoi occhi dilatati, i
sudori si mescolano 
scivolosi.
Ammiri la nudità del mio corpo,
la nudità del tuo m'inebria...
La mia poesia ti accerchia, 
ti plasma, ti accarezza; sono
come un'ape in cerca di miele.
Gran cosa è il sudore: senza di
lui la vita non è lotta, nè 
l'amore amore...

SULLA SPIAGGIA.....








Sulla spiaggia del mio sentire
giacciono sporchi e macchiati
resti di vela e legni 
anneriti dal fuoco.
Richiamo immagini a me care
e più non mi affliggo.
Guardami cambiare forma,
respiro le tue parole
dentro a un nuovo giorno
nello spazio che ora riempi
c'è succo acerbo 
di densi silenzi
che colleziono da tempo.

PREZIOSA FONTE









Spalmavi il tuo nettare d'amore
con studiato moto
e a piccolissime gocce.
Eri la mia preziosa fonte.
Le tue leggere mani
solcavano il mio corpo
strappando dalla mia gola
i suoni del piacere,
le melodie convulse dei sospiri.
Dal cuore fuoriuscivano
folate di selvagge fiamme.
I corpi si univano.
La luce dell'orgasmo
ci liberava e ci abitava.
Ma ora come esule
sarà la terra dove ritornerai.

LA POESIA DEL SILENZIO






La poesia
nasce dal silenzio.
Ma dimmi:
vale la pena svegliarsi?
Il vento porta luce,
pulisce frammenti,
rigenera l'aria.
E' vita.
Il metallo ancor che viva
è freddo.
La sua aridità genera
aridità di sentimenti
tristezze e paure.
La poesia del silenzio
vale più di un sonno.
I ricordi si ricompongono,
si confondono
là dove non vorrei.
Le immagini si perdono
ma fermarle non posso.
Le pagine del libro
non svelano chi eri,
chi sei, chi sarai.
Quando i venti del cuore soffiano
seguiamo fantasmi d'amore.
Il mio cuore ringrazia.

GIOCHI D'OMBRE








Fuggono veloci i colori.
Sul viale il vento
rapisce le mie speranze.
Sono giochi d'ombre
nel misterioso scandire dei giorni.
Tutto è conformità.
Lo specchio non tradisce.
Lentamente mi libro
su spazi vuoti
e assordanti silenzi.
Mi soffermo sulle pause.
Pause fra parole.
Un profondo sospiro
le accompagna.
Brevi come un singhiozzo
e cariche di senso.
Oltre i confini dei miei occhi
l'orizzonte tace.

LINEA SULL'ACQUA









Una linea 
disegnata sull'acqua,
un tronco alla deriva,
foglie secche giocano col vento.
e formano composizioni astratte.
Un piccolo seme
genera un grande albero.
Una goccia d'acqua
si fonde nell'oceano
nell'attimo stesso
in cui l'oceano 
si riversa nella goccia.
Maschere identificatrici
ci fanno sopravvivere,
ma ci fanno perdere
la realtà dell'esistenza.
Frantumiamole!

IL VOLTO







Il volto

si china tacito
su azzurrine acque
e placa la sua atavica sete
Sensazioni rifluiscono potenti.
Riflessi di angeli caduti
affollano lo stagno.
Specchio di verità indesiderate,
immagini distorte
di dolorose realtà.
Alito sospeso,
silenzio attonito della pietra.
Nel bosco
sguardo minaccioso
di belva ferita.
Un uccello notturno
cancella la mia profondità.
Crepacci e trappole a non finire.
Sono prigioniero
in una soffocante rete.