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sabato 21 maggio 2016

VENTO





Piano la bianca notte
s'avvicina.
Lungo stormire a sera.
Infanzia, piano si spengono
i suoi passi verso la siepe.
Profonda l'anima
leva sospiri nel sonno.
Il vento trasforma
in sogni
dolore e pena.
Spira furioso
tra piante spezzate
come un lutto muto.
Bosco solitario
ripieno di lacrime
e angeli infuocati.
Gettata è
la maschera e corazza
il corpo è un nudo bimbo.


LA SABBIA SCORRE INVANO








La sabbia scorre invano
nella bassa marea del tempo.
Preso nella rete della tua bellezza
una catena m'imprigionò
nella nudità del tuo corpo.
Guardai il cielo della notte,
rividi la luce dei tuoi occhi.
Mi apparve una rosa
e volai alla tua guancia.
Ma ogni fiore mi era precluso.
Il mio orecchio innamorato
sentiva il tuo canto.
Ora il tuo ricordo 
ha eclissato ogni cosa,
ora il dolore non risuona più,
ma ogni nuovo piacere
mi porta al tuo volto.

venerdì 4 marzo 2016

SEZIONE POESIA 6°clasificato Gianni Gualmini Porte chiuse






SEZIONE POESIA


6°clasificato Gianni Gualmini

Porte chiuse 

Scorrere lento di ore 
intrise di versi e di sogni 
Porte chiuse in corridoi deserti 
Monotono infrangersi d'onde sul molo 
Sciaborda in agitato mare 
una debilitante inquietudine 
I miei versi rotolano 
di dolore in dolore 
come foglie spazzate dal vento 
Non mi turba la morte 
ma il diventare nebbia 
che si attarda 
nelle fessure del giorno 
e perdere i pensieri 
i versi i sogni i ricordi 
Sono una cosa tra cose 
in un labirinto di silenzi 
Oltre i confini dei miei occhi 
l'orizzonte tace. 

Gianni Gualmini (Imola Bologna)

giovedì 18 febbraio 2016

SE FOSSI...





 
Se fossi un santo
oserei di più.
Sarei prete
elargirei bene e carità.
Se fossi un cane
vagherei per paesi e città
bastonato ed affamato.
Se fossi ladro
cercherei ricchezze
e poi incarcerato.
Se fossi uomo
salverei la mia dignità.
Se fossi pianta
sarei delicata e di vita.
Se fossi nato morto
non mi ricorderebbe nessuno.
Forse solo la donna
che non fece in tempo
a darmi nome.
Ma il tempo
avrebbe gettato
il ricordo nell’oblio.
velocemente e senza scrupoli.
Ho rubato amore
e me lo hanno sottratto
subito dopo.
Ma insomma: cosa sono?

giovedì 11 febbraio 2016

NELLA VOCE DEL SILENZIO








Nella voce del silenzio
Sopravvivo.
Emozioni e ricordi
Incalzano.
La porta è sbarrata
Nessuna pace è consentita.
Castello d'illusioni
tramutato in pene.
Pallidi raggi di sole
Più non riscaldano.
Un inno pagano
Si diffonde sul fiume
Ti odio quanto t'amo
pazza di cui vado pazzo.

PAESAGGIO BIANCO









Sui sentieri
la neve cricchiava
sotto i pesanti passi.
Ornate da una barba di ghiaccio
fronde ricurve formavano un’arcata.
Scrollava gli alberi il vento
Traffico di volpi furtive 
nei cortili e nei vicoli 
s’aggiravano e bisbigliavano
torme di cani bastardi
Stelle galleggiavano lente in cielo
La neve caduta
era ancora attaccata a cavi d’acciaio
Tutto era immobile e sospeso
momento solenne
in attesa di un evento.

VITA NO…VITA SI’









Indistinti rumori
Flebili voci lontane
Silenzio opprimente
Lento divenire delle cose
Pensieri arditi
Vascelli ritrovano la rotta
Pellegrini giungono al santuarioo
Viandanti ansiosi
Scorgono il paese
Superficiali vite
Plagiate dal nulla
Ritrovano sentieri
Strade orizzonti
Ritorna l’amore
Passando dove tutto è distrutto
E ricostruisce
Serpi velenose
Cacciate dalle pianure
Si aggirano ancora nelle tane
Equilibrio ripristinato
Ma la mente non è più in simbiosi.

AMNESIA NOTTURNA







Il buio silente in noi
non suscita luce.
Penetra in affrante viscere.
Tremano templi ideologici.
Fasci di raggi sfumano.
La parola nulla più esprime.
L'amnesia ha invaso la notte.
E la sua mano 
non ha bussato alla porta.
Sentieri ombrosi
non esistono più.
L'universo ormeggiato
nel lago dei respiri
è svanito.
Il tempo trascorre ancora
tra rotte finestre.
Passi sconosciuti.
Tracce dei loro resti
dentro vocabolari 
di carte morte
decidono i destini.