Cerca nel blog

mercoledì 2 dicembre 2015

UNA FREDDA SERA





Faceva molto freddo quella sera. Immobile, appoggiato alla balconata, posava lo sguardo al parco buio e alla torretta barocca che s'intravedeva nelle sue scure linee e che tanti ricordi custodiva.
di filo spinato. La voce era fuggita. Forse si nascondeva nel pensiero che lo confondeva.
Intanto la sua anima si riposava sulla luna a bocca chiusa per paura che il sogno volasse via. Era come essere febbricitante, un tarlo che scava a fondo.
Cenere alla cenere senza polvere che brucia.
Vaneggiava nel buio un miraggio di ghiaccio. Non era stagione per occhi brillanti.
La notte era scesa a ricoprire tutto. Provava una sensazione di forte ansia. Iniziò a cercare di sondare l'inconscio alla ricerca di motivazioni non banali.
Ma era troppo faticoso pensare, rivangare, ricordare. Un grosso masso ostruiva quel cammino. Vagava alla ricerca di se stesso senza successo. Era riuscito ad agguantare un lembo della pelle di lei e lo custodiva come una reliquia. Ma la forte corrente degli accadimenti lo stava portando via.
Volse lo sguardo verso la strada deserta che scendeva al centro della città. Poi il vuoto.
La mente pagana prese il sopravvento; ancora una volta aveva vinto. Tentò di indietreggiare ma il sentiero era svanito.