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giovedì 29 ottobre 2015

SENZA FARMI ACCORGERE.







Con le membra colme di piacere
languidamente morte in un sonno d'argento,
Senza farmi accorgere, sentire o vedere,
ho lasciato la mia piccola regina sola
nel letto.
Splendono le palpebre fatate,
e quelle labbra umide, nella quiete
matura sussurrono fantasmi di dolci parole;
sciolgono nell'orecchio dell'immaginazione
come un caro ritornello,"Amore non conosce
sazietà, nè limiti alla perfezione".
Vere, tenere, sagge, mi inchino alle
vostre leggi: questo giorno di felicità è
nato per l'amore.
Così, senza altri indugi, di nuovo entrerò
nel mio cielo.
Rosseggi pure il precoce mattino.