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lunedì 27 luglio 2015

LE CURVE DELLA VITA


Quante curve ha la vita! Tante, forse troppe. Ti costringono quasi a fermarti e riflettere.
Se le affronti senza rallentare rischi di andare a sbattere e ti ritrovi nel fosso, quando va bene; o nell'abisso.
Troppe parole non hanno più molto senso. Sarebbe il momento del "fare". 
Nei momenti belli si parla molto di fiori. Ma cosa sono i fiori? Spesso sono alibi che contornano un nostro modo di pensare...Sì, sono d'accordo che con i fiori si ama, si gratifica. Io credo che il fiore vada amato interiormente per la sua bellezza ma per...noi.
Mi sono imposto molto silenzio, dopo un assordante periodo agitato. Tutti agivano, tutti urlavano, tutti offendevano, tutti incolpavano...poi di colpo...tutti svaniti, fuggiti...E' rimasto un silenzio greve, con odori sgradevoli e miasmi incredibili.
Il silenzio, merce pregiata di questi tempi. Ma finchè ammirerò brillare il sole sulle foglie e sentirò la fresca brezza fra i capelli non chiederò altro. Mai più.
Troppe insulse parole, troppi concetti inutili o troppo...interessati, troppe frasi al vento, fuggite senza neanche lasciare una minima impronta nel cuore. Inutili speranze. Aspettative tradite con un sufficienza da far inorridire.
Si gioca d'azzardo con i sentimenti altrui con un cinismo d'altri tempi, quasi romantico.
Saggio è colui che poco o nulla cerca. Rischia di scoprire abissi in tutto e troppi dubbi in se stesso.
Afferro il teschio del mio destino. M'interrogo perchè viviamo. E in una notte straniera riprenderò il mio cammino.
Da morti morremo ancora.
La nave intanto lascia il porto.
Mi raccomando che il violino pazzo suoni piano. Appena un filo di note, perchè la malinconia fa male alla pelle.
Ho il sangue malato, e me lo sto sudando tutto. Ne è rimasta una goccia, una sola goccia che gocciola. La sento scorrere lentamente dentro.
Succede che vorrei prendermi per i capelli e arruffarli tutti in un impeto folle. Ho il collo scuro e gli occhi castani.
Una mente in perenne tumulto. Come i ghiacciai ma...calda...calda che brucia le unghie.
Capita di vedere immagini. Mi prende un blocco qui allo stomaco, e una vertigine, come se migliaia di farfalle in sincronia volassero dentro di me e mi viene il solletico e viene anche da ridere e non so perchè.
Allora m'imbarazzo, divento rosso! Ho paura che lei le farfalle me le possa vedere dentro...Abbasso gli occhi e vado via perchè ho vergogna a mostrarmi così esposto e fragile.
Capire cosa?
Ma io ....di cosa ho bisogno?
Sinceramente non lo so.
" Un deserto immenso di solitudine,
un mare infinito di lacrime,
un albero carico di ricordi,
una triste realtà che
non si può cancellare
se una mano amica
non ti viene tesa.