Cerca nel blog

domenica 6 dicembre 2015

FRA MONTE E MARE






Aveva segni e macchie su tutto il corpo. Testimonianze di dolore resistenti nel tempo. Ferite che hanno sanguinato per troppo tempo, sensi di vuoto, vertigini provocate dalla debolezza fisica. In un futuro forse la terra le accoglierà per cancellare tutto.
La metamorfosi avanzava come un rullo compressore e l'abituale agevole sentiero si stava trasformando in un'impervia mulattiera di montagna.
Si accinse ad affrontarla. Doveva riuscire ad oltrepassare quella zona grigia dei momenti quotidiani per poi uscire all'aperto.
La mèta era sconfinare sulla vetta e respirare aria pulita.
Voleva purificare sangue e spirito; i suoi occhi dovevano tornare a risplendere; doveva ritrovare lo spunto per tornare ad amare; commuoversi davanti al tramonto. Con la certezza di essere solo...completamente solo!
La solitudine non era una condanna voluta, ma un dono inestimabile. E' una grande amica.
Lo accompagnava, lo cullava, lo consigliava, lo assisteva, lo profumava, lo amava con la sua costante presenza. Era il suo angelo.
Finalmente giunse in vetta e da là guardò ancora più in alto, al confine delle stelle. Non cercava più nulla, perchè ormai aveva tutto. Il suo bagaglio era la mente, il cuore, il cielo.
Curò le ferite con la visione di quella solitaria cima, alla ricerca di un bene vero.
Il sogno lo portò al mare. Passeggiava su un arenile deserto. La bassa marea lo spinse a scrutare fondali nascosti e misteriosi. Da un vicino scoglio udì un canto d'uccello innamorato e insonne.
S'immerse a nuoto con leggere e cadenzate bracciate; la corrente lo portò verso quel lembo di roccia.
Era solo con i riflessi lunari che trasformavano il suo corpo in un'ombra indistinta.
Paure e ansie erano scomparse. Una calma interiore occupava l'anima ed era in piena libertà di sensi. Ai fragili ed effimeri piaceri ed allettamenti sostituì quei magici momenti.
Con il volto ispirato e rivolto al cielo si godette lo stupendo spettacolo. Sulla sua immobilità la luna stese i suoi raggi leggeri e tiepidi.
Pace e armonia lo invasero Si sentì leggero e fra monte e mare ritrovò me stesso.