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martedì 8 dicembre 2015

SOLITUDINE DOLCE COMPAGNA








La solitudine era per lui quiete, raccoglimento, meditazione. Svaniti i dolori, le pene, gli sgradevoli pianti, le urla bestiali, fu invaso da una calma quasi solenne.
Tuttavia malinconico come lo può essere uno scialbo tramonto, si sedette sul colle. Non aveva più desideri. Era poeta non per ambizione, ma per necessità di spirito e quello stato evocava versi che prorompevano come cascata che nessuno avrebbe potuto bloccare.
Ogni tanto si sedeva, o passeggiava per sentieri, osservando l'ondulata piana che si estendeva fino a toccare la linea dell'orizzonte. 
Era giunto da lontani e sconosciuti luoghi. Aveva tanto camminato ed ora era immerso in quella calma matura di chi non è nessuno e nessuno lo vede.
La sua dimora era nei pressi di un campo spoglio, senza nome e abbandonato. Terra incolta mai seminata da anni.
Non si sa se quel luogo e quel tratturo esiste ancora. Tutto cambia come cambia il mondo. Si fermerà solo quando capirà che gli ultimi neuroni lo stanno abbandonando. E il campo sarà lì pronto ad accoglierlo con tutti i crismi, come un inquilino onorario.
Allora non volerà più, non sognerà più paesaggi delicati. Ma un sogno è rimasto impresso indelebile: la notte pescava nel lago del cuore, s'immergeva in quel liquido senza profumo. Pescava nel torbido e portava in superficie sofferenze e dolori.
Improvvisamente vedeva i suoi tre colori preferiti: verde, giallo e blu. Poi d'improvviso rosso e nero, come fossero peccati da espiare. O forme di nascente follia.
Quei colori esprimevano un stato d'animo, con l'unica consolazione che quella era la via obbligata per riscattarsi. 
Lui, grande amante del bello, pazzo e solare, non sarebbe più riuscito a sognare città alberate, paesi profumati di erba medica appena tagliata, dove la vita è ancora vita!
Ora incontrava solo boschi neri e corvi assatannati predatori di anime.
E' tutto scritto. 
Al risveglio capì di aver lasciato un pezzo di negatività là in fondo. 
Era più leggero! Avrebbe intrapreso un cammino lungo e tormentato ma con una fioca luce che s'intravvedeva in lontananza.