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sabato 3 ottobre 2015

PORTE CHIUSE



Scorrere lento di ore
intrise di versi e di sogni
come monotono infrangersi d'onde
che sciabordano in un mare tempestoso.

Rotolano i miei versi
di dolore in dolore
come foglie sbattute dal vento
in cerca di strade tra campi deserti.

Sono una cosa tra cose
in un labirinto di silenzi.
Oltre i confini dei miei occhi
l'orizzonte tace.

Afferro la mia anima
Perché non si spezzi.

Gianni Gualmini