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martedì 28 giugno 2016

FAVOLA DELLA SIGNORA E LA VERGINE.










Quella notte era fredda.
Ma non scura. 
Una chiara nuvola navigava alta,
ma non nascose il cielo.
La luna era piena 
eppure appariva piccola e pallida.
La notte era fredda, la nube era chiara il bosco è nudo.
Non vi era vento che facesse turbinare
quell'unica foglia rossa, l'ultima,
che ballava appesa alta
sull'estremo ramo.
Una esile figura s’introdusse nel bosco
forse a pregare il suo
amore lontano.
S’udirono i suoi lievi sospiri e
sotto una grande quercia ella 
s’inginocchiò.
Ebbe un tremito quando un lamento scosse il bosco.
Un’ombra la sfiorò.-E tu chi sei?- chiese.
-Abbi pietà della mia grande tristezza,
quasi non parlo, tendimi la mano,
non aver paura.
Si diedero la mano e s'inoltrarono 
nel bosco. Il buio le inghiottì e non
se ne seppe più nulla.
Nei secoli nacque la leggenda della
Signora e la Vergine....che incamminatesi
mano nella mano furono inghiottite
da spettri e maghi, che le trasformarono
in querce secolari. C'è chi dice che ancora
oggi, a una certa ora si sentano lamenti
di giovani donne che chiedono aiuto...